TUTTI NEL LETTONE: QUANDO I FIGLI RIFIUTANO LA LORO CAMERETTA

Molto spesso i bambini “invadono” lo spazio di coppia per eccellenza: il lettone dei genitori.
Attualmente, nella maggior parte delle famiglie sia il padre che la madre lavorano e la sera rappresenta l’unico momento della giornata in cui poter trascorrere del tempo con il proprio bambino.
Spesso, sono i genitori stessi a desiderare di dormire con il figlio per poter recuperare il tempo non passato insieme.
Oppure, in caso di crisi coniugale, dormire con il bambino diventa un ottimo espediente per mandare il coniuge in un altro letto.

Se nei primissimi anni di vita del piccolo il co-sleeping (letteralmente dormire insieme) viene reputato più ammissibile, con l’aumentare dell’età diventa un elemento di dipendenza e di ostacolo alla graduale autonomia che il bambino dovrebbe raggiungere.
Dormire da soli aiuta a separarsi a poco a poco dai genitori e a trovare il proprio posto in famiglia.
È fondamentale che alcuni spazi e momenti appartengano solo agli adulti, così da poter creare dei confini chiari tra il sottosistema dei figli e quello dei genitori. 

Passaggio all’indipendenza

Far capire al bambino che può dormire anche da solo è una grande iniezione di fiducia.
Lo si può fare accogliendo i suoi timori e al contempo supportandolo, così che non senta un’espulsione e un rifiuto da parte dei genitori.
Per facilitare il passaggio nella propria cameretta si può ricorrere ad alcune accortezze.
Ad esempio, fare in modo che il bambino senta la sua stanza come un luogo sicuro e piacevole: le lenzuola del personaggio animato preferito, il peluche o il gioco del cuore possono essere un buon contributo.

Per i bambini sono molto importanti i rituali.
Questi consentono di scandire il tempo e di poter anticipare mentalmente ciò che sta per accadere, dando sicurezza.
Si può creare il rituale della nanna.
Raccontare o leggere una fiaba (evitare l’utilizzo di smartphone o tablet), far suonare un carillon o mettere musica rilassante sono delle opzioni.

Trasformare le paure in gioco

Quando il bambino manifesta specifiche paure, come quella dei ladri, si può utilizzare il suo pensiero magico, presente in genere fino ai 7 anni.
Esso è caratterizzato dall’assenza della logica del pensiero adulto.
Costruire con mamma e/o papà una “trappola” per i ladri farà sentire il piccolo al sicuro.
La trappola sarà potente e magica proprio perché l’ha costruita con i suoi supereroi, mamma e papà.

Nel caso ci sia un fratello in stanza, avvicinare i due letti può essere un modo per sentire il passaggio dalla stanza dai genitori alla propria come più graduale.

La flessibilità resta però un elemento essenziale in questi casi.
Se ogni tanto il bambino avverte il forte bisogno di tornare nel lettone nel cuore della notte.
È meglio accoglierlo, facendo comunque in modo che ciò resti un’eccezione e non diventi la regola.

Inoltre, è preferibile evitare il passaggio nella cameretta quando è appena nato un altro figlio, poiché il bambino potrebbe sentire di essere stato sostituito, oppure se la famiglia ha vissuto momenti particolarmente stressanti, come un trasferimento o una perdita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *